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Politics | Poetics

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Fallimento

di Teresa Macrì



postmedia books 2017
172 pp. 46 ill. bn
isbn 9788874901845

 

16,90

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Con questo libro Teresa Macrì analizza il concetto di fallimento come antitesi della dimensione ostentativa del successo. Pressoché rimosso dalla sfera della coscienza contemporanea – predisposta sull'efficienza della prestazione e sul conformismo dei canoni – il fallimento viene invece rilanciato, come energia rigeneratrice e ricostituiva attraverso l'opera d'arte e, al tempo stesso, rinvia alla metafora del fallimento ideologico, politico e culturale della società consumistica.
Il saggio, che si smarca dall'essere un elogio o una sua esegesi, si afferma invece come una analisi di carattere fenomenologica sul rovesciamento di senso che il fallimento può generare tramite il processo artistico. Attraverso una indagine trasversale sul panorama artistico contemporaneo si tenta di ridefinire le varie posizioni e le differenti accezioni che intorno al concetto di fallimento si intessono tra loro, generando una struttura reticolare e dialettica. Le accezione di disfunzione, ripetizione, utopia, rischio, metafora, trauma, antagonismo, perdita, errore, politica si concatenano tra loro e si coniugano attraverso le esperienze estetiche che alcuni artisti, empatici e dissimili tra loro, convertono in paradigmi. Cesare Pietroiusti, Chris Burden, Iggy Pop, Maurizio Cattelan, Bruce Nauman, John Baldessari, Marcel Broodthaers, Bas Jan Ader, Tacita Dean, Fischli & Weiss, Francis Alÿs, Harald Szeemann, Robert Smithson, Jeremy Deller, Walter De Maria, Sisley Xhafa, Superflex, Francesco Arena ed altri delineano, attraverso le loro ricerche, un paesaggio osmotico dove ogni accezione si connette ad un'altra in un orizzonte che sovverte l'idea improduttiva del fallimento e che ne prefigura il suo possibile riscatto.

_ La disfunzionalità riscattata _ Il rischio annunciato _ La ripetizione ossessiva _ L'utopia immaginata _ La metafora straniante _ L'antagonismo produttivo

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La storia dell'arte è una concatenazione di voli e cadute, di accensioni e sprofondamenti, di conquiste e crolli. Tra questi sommovimenti si interpongono delle intermittenze, degli interregni dialettici che provano a ritessere la relazione tra l'io e il mondo. Il fallimento è la condizione necessaria al moto del pensiero poiché lo mina nelle sue certezze e lo potenzia insinuando il dubbio e l'inquietudine.
[ Teresa Macrì ]

Una fenomenologia della disfunzione, dello sprofondamento nel nulla è quella che, infatti, mette in scena l'autrice Teresa Macrì in un libro affascinante e filosoficamente ineccepibile, appena uscito per i tipi di Postmedia Books (euro 16,90). Il titolo è inequivocabile e abbatte il tabù linguistico: così quel Fallimento, che si snoda per 170 pagine con esiti sorprendenti, finisce per somigliare a un romanzo best-seller dove si ripercorre la biografia poetica di artisti, performer, rockstar, alla luce della perdita, ponendo in scacco il pregiudizio dell'efficienza che collima con il sistema capitalistico e i suoi assunti...
[ Arianna Di Genova, Il Manifesto, luglio 2017 ]

Tutto nasce da una lunga riflessione sui miei fallimenti, una dimensione che tutti conosciamo. Quello più grande è il fallimento ideologico e politico della mia generazione: ero un'attivista del movimento studentesco del '77...
[ Intervista a Teresa Macrì, Espoarte, n4, 2017 ]

Il fallimento è nella disamina di Macrì il tempo dell'erranza, della discontinuità, dell'incontro, della rottura della conformità a uno scopo oggettivo e materiale. C'è sempre nel corso di una vita una caduta da cavallo, un incontro con la terra, un faccia a faccia con lo spigolo duro della realtà. Il fallimento nella sua accezione culturale, identitaria, politica, finanziaria e ambientale attraversa le ricerche estetiche esaminate, spesso spingendole verso la proposta di modelli sociali antagonisti e di nuovi inaspettati immaginari. Zigzagando nella storia e contro-storia dell'arte dai Salon des Refusées ottocenteschi passando per il rivoluzionario Duchamp...
[ Cecilia Guida, Alfabeta2, ottobre 2017 ]

Ma qual è la natura di questo fallimento nell'arte? Nella sua argomentata introduzione l'autrice pone questa nozione sullo stesso livello dell'errore che si impone nella differenza "fra ciò che siamo e ciò che potremmo essere", e l'arte da questo punto di vista è un esperimento di alterazione di ciò che siamo. In questo differenziale si delinea tutta l'anomalia che anima il fallimento, e che per ciò stesso diventa una politica dell'esistenza (il rapporto tra politica e poetica è al centro di un precedente libro dell'autrice Politics/Poetics).
[ Marcello Faletra, Artribune, agosto 2017 ]

Era inevitabile che nell'epoca della ipertrofia delle immagini, il pensiero critico subisse un appiattimento, cedendo all'infotainment. Non credo però alla debâcle della critica, perché come Hannah Arendt sono convinta che "Chi critica ha a cuore il mondo perché prende sempre partito per esso" e dunque non depone le armi alla sua banalizzazione. Fino a quando i libri della Krauss, di Foster, di Bourriaud, Groys, Didi-Hubermann, e altri circoleranno nelle Università e nelle Accademie la critica d'arte manterrà la sua vitalità.
[
Intervista a Teresa Macrì, Unclosed.eu, luglio 2017 ]

[ Gregorio Botta, La Repubblica, settembre 2017 ]


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

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Teresa Macrì è critica d'arte, curatrice indipendente e scrittrice. La sua ricerca è legata alla teoria critica contemporanea e all'indagine dei Visual Studies e, attraverso questa prospettiva, ha curato mostre internazionali, realizzato reading di letteratura e filosofia, festival di performance, tecnologia e di cinema e condotto programmi culturali per Radio3 RAI. Vive e lavora a Roma. Ha pubblicato Politics/Poetics (Postmedia Books, 2014), In the Mood for Show (Meltemi, 2008), Il corpo postorganico (Costa&Nolan, 1996 e Costlan, 2006 nuova edizione), Postculture (Meltemi, 2002). Tra le mostre curate si ricordano: Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo, Roma, 1999; Carlos Garaicoa, Roma, 2003; Miedo Total. Sislej Xhafa - Adel Abdessemed, Barcellona, 2004; Gülsün Karamustafa, Istanbul, 2006; Santiago Sierra, Roma, 2007; Over the Blurring Shine. Domenico Mangano, Roma, 2008; Emotional community, Roma, 2009; Dan Perjovschi. The crisis is (not) over. Drawings and Dioramas, Roma, 2011. Ha avuto incarichi di Visiting professor presso Univerdidade do Porto, Porto 2003; Universitat Autònoma de Barcelona, Barcellona, 2004; Universidad Nacional de Buenos Aires, Buenos Aires, 2005; Complejo Cultural Santa Cruz, Río Gallegos, Patagonia, 2005; Facultad de Bellas Artes de Valencia, Valencia, 2005; Bahcesehir University di Istanbul, 2006; Marmara University di Istanbul, 2009. Insegna Fenomenologia delle arti contemporanee all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collabora a Il Manifesto.

 

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