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Riprendersi le parole
Nominare, quando nominare è ancora un atto di conoscenza.
Tacere, quando tacere è l'ultimo giudizio rimasto possibile.
Confonderli è il solo errore che questo libro non si concede. Negli ultimi decenni, chi scrive di arte ha smesso di dare giudizi (dire se un'opera è buona o brutta) favorendo l'uso di parole complicate (come processuale, relazionale, site-specific) solo per giustificare e proteggere l'opera, senza mai metterla davvero in discussione. Questo modo di parlare, astratto e vago, si chiama "curatorese": una lingua che accetta tutto per non rischiare assolutamente nulla. Con Riprendersi le parole, Loredana Parmesani spiega la differenza tra due azioni: il commento e il giudizio. Il commento accoglie l'opera così com'è, senza fare domande. Il giudizi, invece, analizza, seleziona e scarta ciò che non vale. L'autrice auspica la ricostruzione di un linguaggio artistico onesto, capace di prendere una posizione chiara. Questo libro è un pamphlet breve e pungente, scritto da un'esperta che ha visto nascere e morire molte mode artistiche, e che oggi non ha paura di dire la verità.
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| postmedia books | Loredana Parmesani è critica e storica dell'arte, docente universitaria. Insegna Storia dell'arte moderna e contemporanea allo IED di Milano, dopo aver insegnato all'Accademia di Brera, alla Civica Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi e Sociologia dei processi culturali all'Accademia di Brera. È autrice di numerosi volumi, tra cui Arte & Co. Dal concetto all'avviamento (Politi, 1993), L'arte del Secolo (Skira, 1997) e L'arte del XX secolo e oltre (Skira, 2012), oltre a saggi su Alessandro Mendini e innumerevolii contributi su riviste e cataloghi. Ha curato e organizzato mostre alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia e in istituzioni internazionali come il Groninger Museum, occupandosi per oltre quarant'anni di critica militante e storiografia dell'arte contemporanea.
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