L'ultimo libro di Lucilla Meloni, Opere «interrogate». L'arte in Parlamento (Postmedia Books) racconta una serie di situazioni in cui arte e politica si sono scontrate
nell'agone democratico per eccellenza, il Parlamento, attraverso interrogazioni e interpellanze, atti propri del sindacato ispettivo che per mezzo di essi esercita la funzione di controllo
sull'attività del Governo. Deputati e senatori possono, infatti, chiedere informazioni in merito
ad eventuali fondi pubblici stanziati per l'organizzazione di manifestazioni, per l'acquisto di
opere d'arte o riferire di uno stato particolarmente gravoso in cui versa un bene bisognoso di
tutela e valorizzazione.
L'autrice traccia un insolito panorama in cui si rende implicito il ruolo dell'istituzione nella
gestione della res publica anche quando si parla di arti visive. Del resto, è la Costituzione a
sancire che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la libertà dell'arte. E proprio
in linea con l'art. 33 generalmente si collocano – quando ci sono – le risposte dei Governi.
_ Serena Carbone
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