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Affresco Live
Storia di un incontro

di Manuela Gandini

 

postmedia artist+production 2011
120 pp. 99 ill. bn e colore
formato 280x210mm
testi in italiano e inglese
isbn 9788874900572



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21,00
 
   


Con Affresco Live Manuela Gandini racconta la storia di un'amicizia tra l'artista William Xerra (nato nel 1937 a Firenze) e il collezionista Piero Casella, una storia che comincia dai banchi di scuola e si traduce nelle tappe affettive della carriera dell'artista piacentino dagli anni Sessanta ad oggi; dalle poetiche del segno e della materia proprie dell'informale, dalla frequentazione del Gruppo 63 al sodalizio intellettuale con Pierre Restany. La storia di questo incontro sembrerà la conferma di tante verità, documentate da una ricca selezione di testi e immagini inedite, eppure Xerra è l'artista che ha adottato come suo motto la frase "Io mento". Ma è proprio nella testimonianza di Padre Andrea Dall'Asta che comprendiamo il senso della menzogna di Xerra: "In che modo stabilire se sta dicendo la verità, nel momento stesso in cui afferma di mentire? Sembra che l'artista si proponga di farci riflettere sul rapporto verità/menzogna che attraversa i diversi aspetti della vita.

Con spirito di sovversione verso ogni retorica, l'artista sperimenta e produce numerosissime opere eterogenee ma coerenti. Il frammento è ormai l'elemento dominante. Nei mercatini acquista quadri antichi, tele dimenticate, vecchie croste, per poche lire. Smembra le composizioni e crea campi di colore grondante, sovrapposizioni di giornali, cancellature su telai interinali. Le figure dei santi, in opere minori dimenticate, si affacciano sulla contemporaneità, entrano in contatto con il neon rosso, vengono parzialmente coperte o esaltate. A lato, l'artista traccia annotazioni o parole singole che caratterizzano i suoi cicli di lavoro: vive; sta bene; io mento.
Manuela Gandini

Introdurre nel campo pittorico la convenzione del "VIVE" significa una scelta, una scelta di tipo esistenziale. La verità per Xerra è più forte dell'estetica, il vero è più "bello" del bello, perché il bello è pura sog- gettività, mentre il senso del vero è legato al potere semantico e poetico dell'apparenza.
Pierre Restany

L'opera d'arte non è più il risultato di una conoscenza, di un'azione che in molti casi ha sfiorato l'eroismo e attraverso tale azione l'artista ha cercato di risolvere il destino dell'arte e del mondo. Ciò che ci troviamo di fronte oggi è semplicemente la moltitudine dei discorsi che, proprio perché giocati sulla soggettività, non si aspettano altro che la risposta di un'altra soggettività che non necessariamente dice il vero.
Loredana Parmesani

 

 








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